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Famiglia e futuro, subito un patto sociale e politico

Redazione Internet - Da www.avvenire.it venerdì 13 maggio 2022

Stamani confronto con il mondo della comunicazione, della politica e del lavoro. In serata, lo spettacolo teatrale

Il buon narrare, i compiti della politica, gli impegni del mondo del lavoro, la bellezza della genitorialità raccontata a teatro. Sono questi i temi dei focus che hanno animanto questa seconda e ultima giornata degli Stati generali della natalità, che si concludono oggi all’Auditorium Conciliazione di Roma.

L’evento, promosso dalla Fondazione per la Natalità e dal Forum delle Associazioni familiari, ieri ha visto confrontarsi il mondo delle aziende, della società civile, della salute, dell’università e della scienza, tutti concordi sul fatto che un Paese senza figli non avrà futuro.

IL MESSAGGIO DEL PAPA

Oggi, nella prima tavola rotonda ha parlato il mondo della comunicazione: presenti il direttore di Leggo Davide Desario, la direttrice della Nazione Agnese Pini, Massimo Calvi di Avvenire e Michele Finizio del Sole 24 ore.

Poi è stata la volta della politica, rappresentata dal segretario di Azione Carlo Calenda, dal viceministro dell’Economia Laura Castelli (M5s), dal segretario del Partito democratico Enrico Letta, dalla presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, dal coordinatore nazionale di Italia viva Ettore Rosato, dal segretario della Lega Matteo Salvini e dalla presidente della commissione Infanzia e adolescenza Licia Ronzulli (Forza Italia).

Infine la mattinata è proseguita con il terzo e ultimo focus, sul lavoro, in cui dialogheranno, tra gli altri, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il presidente del Coni Giovanni Malagò.

In chiusura, alle 21, infine, lo spettacolo teatrale “Miti, eroi e merendine” di Giovanni Scifoni.

Il mondo della comunicazione: la fatica di fare figli

“Penso sia una cosa straordinaria, se qualcuno desidera un figlio, riuscire ad averlo. Ma che sia un impegno e un dovere dare tutto quello che puoi a tuo figlio, con tutte le energie, per permettergli di essere felice. Penso anche che ci sia questa lotta folle che una donna deve portare avanti per fare dei figli, tenersi un lavoro e comunque diventare madre e poi crescere dei bambini in maniera presente”. Lo ha detto, oggi, la conduttrice e scrittrice Andrea Delogu, intervenendo al panel “Narrare”, nella seconda e ultima giornata degli Stati generali della natalità, promossi a Roma dalla Fondazione per la natalità presieduta da Gigi De Palo.

In collegamento con l’Auditorium della Conciliazione anche Giulia Lamarca e Andrea Decarlini: “Quello che mi dicevano spesso era: come fai a viaggiare con una disabilità? Quando poi ho partorito le domande che mi arrivavano erano: come fai a viaggiare con una neonata? Ma se ho imparato a viaggiare con una disabilità, imparerò a viaggiare anche con una neonata. Quindi quello che c’è dietro è solo la voglia di raccontare che sì, si può fare!”. E ancora: “Ci siamo buttati nella genitorialità perché ci siamo sentiti di farlo. Questo non vuol dire farlo in maniera scellerata, ma secondo me non va bene neanche dire - aspetto il momento giusto - perché non c’è. Semplicemente te lo devi sentire”.

“Fare dei figli è una cosa che quando ti scatta è naturale, ma ti deve scattare. Se ti metti a pensare al momento giusto per fare un figlio razionalmente in questo Paese non c’è”, ha commentato Davide Desario, direttore di “Leggo”. Michela Finizio, giornalista de “Il Sole 24 ore”, ha osservato: “Mettere su famiglia è un rischio. Un po’ come mettersi in proprio”. Per Agnese Pini, direttrice de “La Nazione”, “noi mettiamo al mondo figli quando abbiamo fiducia in ciò che verrà“. Massimo Calvi, giornalista di “Avvenire”, ha raccontato: “Quell’atmosfera che ho respirato da piccolo in famiglia ad un certo punto ho avuto il bisogno di replicarla”. (Agenzia Sir)

La Politica: necessario un patto per la natalità

“Non basta commentare i dati Istat, occorre un patto per la natalità che unisca tutto il mondo politico”. Ne hanno parlato Carlo Calenda, Laura Castelli, Enrico Letta, Giorgia Meloni, Licia Ronzulli ed Ettore Rosato, intervenuti oggi al panel “Politica” nella seconda e ultima giornata degli Stati generali della natalità “Si può fare”, promossi a Roma dalla Fondazione per la natalità presieduta da Gigi De Palo.

Secondo Calenda, segretario di Azione, “la genitorialità è una cosa che serve terribilmente alle società occidentali”. Poi ha raccontato la sua storia personale, è diventato padre per la prima volta a 16 anni: “Avere figli è stata per me un’esperienza salvifica. Cambia la tua prospettiva come essere umano. Educare i figli è costruire un universo morale in cui si orientino”.

Per Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, mamma di una bimba, “i figli danno un senso alle priorità e al tuo tempo, sono la più grande infrastruttura di cui abbiamo bisogno per mandare avanti il Paese”. “L’uomo è libero nella misura in cui dipende da qualcosa che ama”, ha aggiunto.

Castelli, vice ministro dell’Economia e delle Finanze, appartenente a M5s, ha spiegato: “Per continuare a crescere ho pensato di avere bisogno di diventare madre. Da quasi due settimane, mio figlio Nico mi ha stravolto la vita. Ho scoperto che la genitorialità è una cosa davvero incredibile, oltre che impattante. E ho capito che ho bisogno dell’aiuto di mio marito”.

Ronzulli, presidente della Commissione Infanzia e adolescenza e membro di Forza Italia, ha domandato: “Se si vuole mettere su famiglia, dove si va a vivere? Per strada? Prima di comprare una casa, bisogna avere accesso a un mutuo. Se due ragazzi a 34 anni vanno in banca per comprare una casa e la banca risponde ‘no, non mi conviene!’, cosa si può fare? I giovani vanno aiutati”. Per lei, “i figli sono la più grande ricchezza sociale. Continuiamo a parlare di inverno demografico: questo è un deserto”.

Letta, segretario del Partito Democratico, ha evidenziato: “Assegno unico e Family Act sono risultati molto positivi di questa legislatura ottenuti grazie anche al lavoro svolto in questi anni dagli Stati generali della natalità“. Poi ha parlato della sua esperienza: “Ho avuto tre figli e questa è la cosa più importante che ho fatto nella mia vita. Vederli crescere è fondamentale: hai uno specchio di come sei tu. Tu cambi in base a come cambiano loro. Ogni età della vita ha una valenza diversa: tutto ha più senso con i figli”.

Per Rosato, coordinatore nazionale di Italia Viva, “la cosa più bella è vedere che i tuoi figli hanno preso la loro strada. Sembrava ieri di averli in braccio ora hai i loro figli in braccio”. Poi ha avvertito: “Tanti poveri non ricevono più il RdC. Prima di parlare di lavori socialmente utili, bisogna creare posti di lavoro. I soldi si fanno con l’occupazione, non con l’assistenzialismo”.

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